Rifugio Segantini e Cima Presanella: dalla passeggiata in famiglia all’alta montagna
Ci sono montagne che sembrano chiederti subito un grande sforzo. E poi ce ne sono altre che, quasi con discrezione, ti permettono di avvicinarti un passo alla volta. IlRifugio Segantini, nel cuore del Gruppo della Presanella, appartiene sicuramente alla seconda categoria. La salita dal versante della Val Nambrone è relativamente breve e, per una famiglia abituata a camminare in montagna, rappresenta una bellissima occasione per raggiungere un vero rifugio d’alta quota senza affrontare un’escursione eccessivamente lunga.
Ma il bello arriva quando ci si guarda intorno. Perché il Segantini, a quota2.373 metri, non è soltanto una meta: è una porta d’accesso a uno degli ambienti più spettacolari e impegnativi del Trentino. Da qui, infatti, si può continuare verso laFerrata del Monte Neroe arrivare fino allaCima Presanella, con i suoi 3.558 metri, la vetta più alta interamente compresa in territorio trentino. E così quella che per una famiglia può essere una splendida escursione diventa, per un alpinista esperto, l’inizio di una vera salita d’alta montagna. Partiamo con ordine dal raggiungimento facile del Rifugio Segantini.
Rifugio Segantini: una prima escursione per tutta la famiglia
La partenza più comoda è dallaVal Nambrone, raggiungendo la zona di Malga Vallina d’Amola. Da qui inizia il sentiero che porta al Rifugio Segantini. Il percorso è breve ma regala quasi subito la sensazione di essere entrati in un ambiente di alta montagna. Il dislivello è di circa350 metrie, a seconda del passo, si raggiunge il rifugio in poco più di un’ora. Non lasciatevi però ingannare dai numeri.
Siamo già a quote elevate e il terreno è quello tipico della montagna. Non è quindi una passeggiata cittadina da affrontare con scarpe da ginnastica e senza preparazione, ma un’escursione alla portata di una famiglia che abbia già una minima esperienza sui sentieri di montagna. Il consiglio, soprattutto con i bambini, è quello di non avere fretta. La distanza è relativamente contenuta e il vero obiettivo non dovrebbe essere arrivare velocemente al rifugio, ma godersi il progressivo cambiamento del paesaggio.





Il sentiero verso il rifugio
Il sentiero sale attraverso l’ambiente della Val d’Amola e, man mano che si guadagna quota, la vegetazione lascia progressivamente spazio a un paesaggio sempre più aperto e roccioso. È proprio questo uno degli aspetti che rendono interessante l’escursione con i ragazzi. In poco tempo si passa dall’ambiente boschivo a quello dell’alta montagna e, quando finalmente compare il Rifugio Segantini, la sensazione è quella di aver fatto molta più strada di quanto non dicano effettivamente i chilometri percorsi.
Il rifugio si trova in una posizione davvero spettacolare, con una vista privilegiata sulle montagne della Presanella e verso le Dolomiti di Brenta. E qui arriva il momento in cui vale la pena fermarsi. Non soltanto per mangiare qualcosa o recuperare le energie, ma semplicemente per guardarsi intorno.
Rifugio Segantini: il panorama è parte dell’escursione
Uno dei motivi per cui considero il Segantini una meta particolarmente interessante è proprio la sua posizione. Il rifugio è incastonato in un ambiente di alta montagna che permette di ammirare da vicino alcune delle cime più importanti del Trentino occidentale. La Presanella domina il paesaggio e, nelle giornate limpide, lo sguardo può spaziare molto lontano.
È uno di quei luoghi in cui il rifugio diventa quasi secondario rispetto al panorama che lo circonda. Per una famiglia può quindi essere unaprima esperienza di alta quotadavvero gratificante: non occorre affrontare una giornata estenuante per ritrovarsi immersi in un paesaggio che normalmente associamo a escursioni molto più impegnative.
È adatto ai bambini?
Sì, ma con una precisazione importante. Il percorso verso il Rifugio Segantini è adatto afamiglie con bambini abituati a camminare in montagna, mentre non lo considererei una semplice passeggiata per chi è completamente alle prime armi. La quota di partenza è già elevata, il meteo può cambiare rapidamente e il terreno richiede comunque attenzione. Con bambini allenati, però, può diventare una bellissima escursione. E soprattutto può essere il primo passo verso qualcosa di molto più grande.
Dal rifugio alla Cima Presanella: cambia completamente il livello
Se la prima parte dell’itinerario può essere affrontata da una famiglia preparata, non bisogna commettere l’errore di pensare che dalla porta del rifugio inizi semplicemente una “ferrata un po’ più difficile”. Da qui in avanti siamo inalta montagna. La salita verso la Cima Presanella attraverso il Monte Nero è un itinerario alpinistico impegnativo, che richiede esperienza, preparazione e attrezzatura adeguata. Il percorso prosegue verso laBocchetta di Monte Nero, dove inizia la parte attrezzata della salita.
La Ferrata del Monte Nero rappresenta uno degli elementi più caratteristici dell’itinerario, ma è importante considerarla per quello che realmente è:una sezione di una salita molto più lunga e impegnativa, non una semplice ferrata turistica da affrontare come un’escursione autonoma. Dopo i tratti attrezzati si entra progressivamente nell’ambiente glaciale e d’alta quota della Presanella. Qui cambiano completamente le condizioni. Quota, esposizione, terreno roccioso, eventuale presenza di neve e ghiaccio e condizioni meteorologiche richiedono capacità tecniche e una valutazione attenta della situazione.
La salita verso la Presanella
Dalla zona del Monte Nero il percorso continua verso laVedretta di Nardis, quindi verso il Bivacco Brigata Orobica, posto a oltre 3.300 metri di quota. Da qui manca ancora la parte finale della salita. La Cima Presanella raggiunge infatti i3.558 metri. È una salita che non va affrontata con la mentalità della normale escursione escursionistica: condizioni della montagna, innevamento e ghiaccio possono modificare radicalmente la difficoltà e la sicurezza dell’itinerario. Per questo, se non si possiede una solida esperienza di alta montagna, è opportuno affidarsi a unaguida alpina.

Cima Presanella: 3.558 metri
Arrivare sulla cima della Presanella significa raggiungere il punto più alto del Trentino. Ed è proprio questo uno degli aspetti che rende questa montagna così affascinante. Non è soltanto una vetta alta. È una montagna che permette di vivere una progressione molto particolare: si può iniziare con una relativamente breve escursione verso un rifugio e, aumentando progressivamente esperienza e capacità, arrivare un giorno ad affrontare uno dei grandi itinerari alpinistici del gruppo.
Dalla cima il panorama è naturalmente straordinario. Sotto di noi ci sono le grandi valli del Trentino occidentale, mentre intorno si apre un panorama di ghiacciai, cime e gruppi montuosi che, nelle giornate limpide, sembra non avere fine. È difficile pensare a un modo migliore per comprendere quanto sia grande la differenza tra “andare in montagna” e frequentare davvero l’alta montagna.
Due escursioni, una sola montagna
Ed è proprio questo, secondo me, il bello del Rifugio Segantini. La stessa montagna può essere vissuta in modi completamente diversi.
PRIMO LIVELLO – FAMIGLIA
Malga Vallina d’Amola → Rifugio Segantini
- circa 350 m di dislivello
- poco più di un’ora di salita
- ambiente di alta montagna
- adatto a famiglie abituate a camminare
SECONDO LIVELLO – ALTA MONTAGNA
Rifugio Segantini → Monte Nero → Cima Presanella
- circa 1.250 m di dislivello dal rifugio
- quota massima 3.558 m
- ferrata
- terreno d’alta montagna
- possibile presenza di neve e ghiaccio
- itinerario per escursionisti esperti/alpinisti
Sono quasi due mondi diversi. Ed è proprio questa progressione che mi piace particolarmente. Perché non è necessario partire dalla vetta. Si può cominciare da un rifugio, imparare a muoversi in quota, affrontare itinerari sempre più impegnativi e, magari dopo qualche anno, guardare proprio quella montagna dal punto più alto.
Informazioni pratiche
Punto di partenza:zona di Malga Vallina d’Amola, Val Nambrone
Arrivo:Rifugio Segantini
Quota rifugio:circa 2.373 m
Dislivello:circa 350 m
Tempo di salita:circa 1h15–1h30
Difficoltà:escursionistica, con attenzione alla quota e alle condizioni del sentiero
Periodo consigliato:estate e inizio autunno, verificando sempre apertura del rifugio e condizioni del percorso
Per la salita alla Cima Presanella, invece, non è sufficiente considerare il semplice dislivello. L’itinerario deve essere valutato in funzione delle condizioni della montagna e richiede esperienza specifica di alta montagna e l’attrezzatura necessaria.
Il mio consiglio
Se siete una famiglia e state cercando una bella escursione in Trentino,partite dal Rifugio Segantini. Non serve necessariamente avere l’obiettivo di raggiungere una cima. Il rifugio è già una destinazione fantastica e permette di trascorrere una giornata immersi in uno dei paesaggi più spettacolari della Presanella. Se invece avete già esperienza di ferrate e alta montagna, allora il Segantini può diventare il punto di partenza per un’avventura completamente diversa.Dal rifugio alla vetta della Presanella il passo non è breve, ma il viaggio è straordinario.E forse è proprio questa la cosa più bella della montagna: sapere che dietro una prima escursione apparentemente semplice può nascondersi un mondo intero ancora da scoprire.
⚠️ Attenzione
Le informazioni riportate si riferiscono alle caratteristiche generali degli itinerari. In alta montagna le condizioni possono cambiare rapidamente e neve, ghiaccio, frane, meteo e condizioni dei ghiacciai possono modificare sensibilmente difficoltà e sicurezza. Prima di partire è indispensabile verificare le condizioni aggiornate del percorso e del rifugio e, per la salita alla Cima Presanella, possedere adeguata esperienza e preparazione alpinistica o affidarsi a un professionista.

