Oggi vi portiamo in visita in un luogo molto particolare della nostra regione, un santuario nei boschi della Val di Non. Il suo nome è quello dell’uomo che decise di ritirarsi quassù a contemplare Dio:San Romedio.

San Romedio, un uomo che lascia il segno
Sul finire del X secolo il nobile Romedio, della nobile famiglia dei Thaur, decise di consacrare la sua vita a Dio dopo la morte dei genitori. Dopo avere abbandonato le sue ricchezzesi ritirò quindi in meditazione su una roccia, che alla sua morte ospitò la sua tomba scavata da chi lo amò quando era in vita.Sorse quasi subito una prima chiesasulla sua sepoltura, a cui dopo alcuni secoli si aggiunsero via via altri locali destinati al custode del santuario, le stalle, la cappella di san Giorgio e la chiesa di San Michele e di San Romedio.
In viaggio coi pellegrini
Si parte all’altezza del museo Retico, usciti dal parcheggio si trovano le indicazioni proseguendo a destra. Il dislivello è pressoché nullo, fino all’arrivo al santuario. Una passerella di legno collega il parcheggio al sentiero che si snoda nel bosco fino ai primi parapetti:comincia l’avventura!Infatti il sentiero che oggi vi proponiamo di percorrere per giungere al santuario è molto particolare, come la sua storia. Si tratta infatti di unanicchia scavata per ospitare un acquedottoirriguo a metà dell’Ottocento e oggi messo in sicurezza per essere percorso a piedi. Le altezze non sono notevoli, i più alti dovranno piegare la testa e i passeggini faranno molta fatica a passare. Ma sarete sospesi sul canyon che porta al santuario ela vista è spettacolare!

La rocca di San Romedio
Una volta arrivati al santuario, si viene colpiti dal suo aspetto. E’ infatti costruito su un pinnacolo di roccia molto ripido chesi trova al centro di un canyon, alla confluenza tra il rio di San Romedio e il rio Freddo. La tomba si trova all’interno della chiesa posta più in alto sulla roccia, per cui occorrono gambe buone: una volta in cima, si può godere anche dellavista dallo sperone verso il fondo del canyon. Ma c’è dell’altro…

Un compagno di vita… speciale
Si racconta che un giorno San Romedio trovò un orso che si stava nutrendo della carcassa del suo cavallo. Rimasto a piedi, il Santo chiese quindi all’orso di fargli da cavalcatura, tanto è vero che viene tipicamente raffigurato a cavallo di un orso. Ed è proprioun orso vero che si può ammirare a San Romedio!Si tratta di Bruno, un orso dei Carpazi che dal 2013 trascorre qui la sua vecchiaia. Cresciuto in una gabbia, vive ora in condizione di semilibertà custodito ed accudito amorevolmente.

Per il ritorno si può utilizzare lo stesso sentiero, oppure percorrere la piacevole strada asfaltata in fondo al canyon, presso il gorgogliante Rio di San Romedio, e poi risalire al parcheggio seguendo le indicazioni. Non lontano da qui molte altre forre ci sono da scoprire, come quella delLago Smeraldo, o quella deltorrente Novella. Ma questa è un’altra storia… e ve la racconteremo un’altra volta.
Partenza:parcheggio Museo Retico
Segnavia sentieri: indicazioni San Romedio (andata) – strada e indicazioni Museo Retico (ritorno)
Lunghezza: circa 6 km (andata e ritorno)
Tempo di percorrenza: ca. 2 ore (andata e ritorno)
Famiglie:👶👶👶
Pet friendly: 🐶🐶 (non ammessi al santuario)
Stagione ideale:☀️🍂❄️(solo dalla strada!)🌸

